Il proprio modo di amare influenza in profondità come ci avviciniamo agli altri, come comunichiamo, come ci proteggiamo e cosa ci aspettiamo dalle relazioni.
A volte questo modo ci è chiaro e riconoscibile; altre volte diventa più confuso, ci fa ripetere pattern, trattenere parole o sentire emozioni che non comprendiamo del tutto.
Conoscere i propri modi di amare significa osservare con delicatezza ciò che accade dentro di noi — i bisogni, le paure, le reazioni automatiche, i piccoli gesti — senza giudizio.
Per iniziare, ho raccolto 5 esercizi semplici e pratici che puoi fare da solo, per fare un po’ più luce su come vivi le relazioni.
1. Il diario delle reazioni: ascoltare ciò che succede dentro
Ogni relazione attiva qualcosa in noi: un avvicinamento, un ritiro, un’inquietudine leggera, una sensazione di apertura.
Quando senti che qualcosa ti tocca — nel bene o nel male — fermati un momento e nota:
- Cosa succede nel corpo? (tensione, calore, respiro, immobilità…)
- Quale emozione emerge per prima?
- Che significato le dai spontaneamente?
Non devi fare analisi approfondite.
Questo esercizio serve solo a riconoscere le reazioni automatiche che spesso guidano il nostro modo di comunicare e di entrare in contatto.
2. La mappa dei bisogni: dare nome a ciò che muove l’amore
A volte entriamo in relazione senza chiederci davvero di cosa abbiamo bisogno.
E allora gli altri faticano a comprenderci, e noi ci sentiamo non ascoltati o fraintesi.
Prova a elencare i bisogni che senti più vivi adesso:
- vicinanza
- autonomia
- chiarezza
- conferma
- presenza
- leggerezza
- stabilità
Scegline tre.
Poi domandati:
- Posso nominarli?
- Come li esprimo agli altri?
- Cosa accade quando non vengono accolti?
Riconoscere i bisogni non significa “pretendere”: significa comprendere da dove nasce il nostro modo di amare
3. Le parole che non dico: un esercizio di sincerità interiore
Ci sono frasi che vivono sulla punta della lingua, ma che non pronunciamo mai.
Per timore di ferire, di essere fraintesi, di sembrare troppo vulnerabili.
Pensa a qualcuno importante per te e scrivi:
Tre cose che vorresti dire ma non dici.
Poi prova a esplorare:
- Cosa temo che accadrebbe se lo dicessi?
- Sto proteggendo me stesso o la relazione?
- Cosa mi servirebbe per sentirmi più libero di parlare?
Le parole trattenute raccontano molto delle nostre paure affettive e del nostro modo di comunicare “tra le righe”.
4. Il film dei pattern: riconoscere ciò che si ripete
Se guardassi la tua storia relazionale dall’esterno, quali scene vedresti ripetersi?
- il bisogno di inseguire
- la tendenza a ritirarsi
- il prendersi cura “troppo”
- il restare in silenzio
- l’adattarsi
- l’idealizzare chi si ama
- il chiudersi quando si ha paura
Questi movimenti non sono sbagliati: sono strategie di protezione.
Diventano più chiari quando li osserviamo senza giudicarli, come parte del modo in cui cerchiamo vicinanza.
5. Il gesto autentico: un piccolo passo verso il cambiamento
Non serve rivoluzionare una relazione per cambiare qualcosa.
A volte basta un gesto semplice, autentico, fatto con intenzione
Scegli una relazione e prova a compiere un gesto tra questi:
- dire una frase sincera
- condividere un’emozione piccola, anche fragile
- chiedere un confine
- ringraziare per qualcosa
- dire “no” con calma
- dire “sì” senza paura
- chiedere presenza con dolcezza
I gesti autentici, anche minimi, creano movimenti nuovi dentro di noi e nell’altro.
Riconoscersi per amare in modo più consapevole
Questo percorso non mira a “cambiare” il proprio modo di amare, ma a capirlo, a renderlo più chiaro e meno solitario.
Quando iniziamo a riconoscere reazioni, bisogni, parole trattenute e pattern ripetuti, qualcosa nelle relazioni diventa più leggibile — e spesso più semplice.
Nel percorso Comefareconlamore lavoriamo proprio su questo: osserviamo i movimenti che ogni persona porta nelle relazioni e li esploriamo insieme, con un ritmo lento e un clima accogliente.
Se queste parole hanno toccato qualcosa in te, puoi scrivermi per informazioni o per fissare il colloquio preliminare.
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