Le origini di un progetto (2013–2014)
La psicoterapia di gruppo e amore sono il cuore del progetto Comefareconlamore, nato per esplorare come le relazioni ci trasformano e ci fanno crescere.
Il progetto prende forma in un periodo di formazione e di grande fermento intellettuale. Era il 2013 quando partecipai a un convegno della Scuola di Psicoterapia Interazionista, intitolato Discorso amoroso e psicoterapia. Stavo completando la mia specializzazione ed ero immersa in un tempo denso di stimoli, curiosità e incontri che avrebbero lasciato un segno duraturo nel mio modo di lavorare.
In quei mesi iniziò un dialogo prezioso con un collega e grande professionista che ricordo con affetto e gratitudine: il dott. Diego Luparelli. Con lui, e insieme ad altri colleghi, ci confrontavamo spesso sul legame tra amore e psicoterapia. Notavamo come, molto frequentemente, le richieste di aiuto che arrivavano nei nostri studi avessero a che fare proprio con le difficoltà sentimentali: relazioni che non funzionavano, delusioni, domande di senso sull’amare ed essere amati.
Da quelle conversazioni, dalla collaborazione con Diego e dal confronto con altri colleghi, prese forma l’idea di creare un progetto specifico: uno spazio dedicato a chi volesse esplorare la propria esperienza amorosa in una cornice psicoterapeutica. Nacque così Comefareconlamore, un progetto che fin da subito ha messo al centro la psicoterapia di gruppo e amore come strumenti di comprensione e cambiamento.
I primi amori non si scordano mai
I miei studi di psicologia mi hanno sempre appassionato: in quegli anni divoravo manuali e testi, partendo dai grandi classici che ancora oggi considero fondamentali. Freud e Jung sono stati, in questo senso, i miei “primi amori”. Freud mi ha aiutata a cogliere con maggiore chiarezza quanto l’amore renda l’essere umano profondamente vulnerabile, capace di esperienze intense di gioia ma anche di sofferenza, Jung, con la sua visione dell’amore come forza archetipica che ci trasforma e ci mette in contatto con le parti più profonde di noi stessi, ha aggiunto una dimensione di profondità a questo sentimento, rendendolo qualcosa che ci attraversa e può cambiarci .
Accanto a loro, un’altra voce che ha segnato profondamente la mia formazione è stata quella di James Hillman, che ha saputo legare amore e immaginazione in modo unico. Le sue parole, ancora oggi, raccontano bene quanto l’amore non possa esistere senza la capacità di immaginare l’altro:
“Se il carattere di una persona è una complessità di immagini, allora per conoscerti devo immaginarti, assorbire le tue immagini.
Per mantenermi in contatto con te, devo mantenere un interesse immaginativo non per il processo del nostro rapporto o per i miei sentimenti nei tuoi confronti, ma per le immagini che ho di te.
Il contatto attraverso l’immaginazione produce un’intimità straordinaria.
Quando l’immaginazione si concentra intensamente sul carattere dell’altro, l’amore segue presto.
Può ben darsi che i rapporti umani traggano beneficio della ripetuta esortazione ad amarsi l’un l’altro, ma perché un rapporto continui a vivere, l’amore da solo non basta. Senza l’immaginazione, l’amore ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia.
I rapporti falliscono non perché abbiamo smesso di amare, ma perché, prima ancora, abbiamo smesso di immaginare.”
(James Hillman, La forza del carattere)
Un altro autore che ha inciso in modo significativo è Erich Fromm, con il suo celebre libro L’arte di amare. Fromm ci ricorda che l’amore non è qualcosa che accade in modo spontaneo e casuale, ma una vera e propria arte che richiede dedizione, responsabilità e pratica quotidiana.
Come scrive:
“L’amore non è un sentimento facile per chiunque, indipendentemente dal livello di maturità raggiunto. Tutti i nostri tentativi di amare falliranno se non lavoriamo attivamente su noi stessi.”
(Erich Fromm, L’arte di amare)
È anche grazie a questi primi incontri teorici che Comefareconlamore ha preso forma: dalla consapevolezza che la psicoterapia di gruppo e amore sono intrecciati, un crocevia psicologico fatto di desideri, paure e possibilità.
Gli amori maturi
Nel percorso della mia formazione e del mio lavoro ho incontrato autori che hanno saputo restituire con profondità la complessità dell’esperienza amorosa. Tra questi, Umberto Galimberti ha offerto riflessioni preziose su come l’amore non sia un evento improvviso e passeggero, ma un processo che cresce, si trasforma e resiste alle tempeste della vita. L’amore autentico, dice, richiede tempo, ascolto e pazienza: non si esaurisce nel semplice sentimento, ma si costruisce giorno dopo giorno, come atto di cura reciproca.
Galimberti ci ricorda anche che la fine di una relazione non coincide solo con la perdita dell’altro, ma con uno smarrimento più profondo: quello della propria identità. Nel tempo in cui si è amati, infatti, gran parte del nostro valore viene riconosciuto attraverso lo sguardo dell’altro. Quando quella presenza viene a mancare, ciò che viene meno non è soltanto il legame affettivo, ma la certezza di chi siamo stati dentro quella relazione. È questo affidamento dell’identità all’altro che rende la rottura così dolorosa: la sensazione non è solo di aver perso una persona amata, ma di aver perso una parte di sè.
Lo ricorda bene una sua frase che porto spesso con me:
“Quando una relazione finisce non soffriamo tanto per la persona che abbiamo perso, quanto per il valore che noi stessi avevamo dentro quella relazione.”
Accanto a queste riflessioni più filosofiche, il lavoro di Giorgio Nardone mi ha insegnato a guardare con lucidità alle dinamiche che spesso intrappolano le persone nelle loro relazioni. Nei suoi scritti descrive quelle che definisce vere e proprie “trappole sentimentali”: comportamenti che nascono dal desiderio di essere amati, ma che finiscono per alimentare sofferenza e frustrazione.
Tra queste, il sacrificarsi troppo per l’altro fino a perdere di vista se stessi, l’attendere all’infinito un cambiamento che non arriva mai, o il rimanere aggrappati a illusioni che col tempo si sgretolano. Non sono errori ingenui, né segni di debolezza, ma tentativi coraggiosi – e spesso disperati – di custodire un amore che sembra sfuggire.
Il valore del pensiero di Nardone sta proprio nel trasformare queste strategie inefficaci in punti di partenza per il cambiamento. Riconoscere i meccanismi che ci bloccano, infatti, significa aprire la strada a nuove possibilità: smettere di ripetere schemi che fanno soffrire e imparare a costruire legami più liberi, equilibrati e vitali
Durante la pandemia ho incontrato una nuova voce quella di Umberta Telfener. I suoi libri mi hanno colpito per la capacità di unire uno sguardo filosofico a una scrittura concreta, capace di entrare nelle pieghe delle relazioni quotidiane. In Uno, nessuno e centomila amori mostra come l’esperienza amorosa non possa mai ridursi a un unico modello: l’amore assume forme diverse, mutevoli, a volte contraddittorie, e proprio per questo ci insegna molto su chi siamo.
In Letti sfatti invece, con uno stile diretto e delicato allo stesso tempo, Telfener racconta le fragilità che tutti portiamo nelle relazioni: la paura dell’abbandono, i malintesi, i silenzi che pesano più delle parole. Sono pagine che risuonano perché parlano della vita reale, delle fatiche e delle ferite che incontriamo nei legami. Ma non si fermano alla descrizione del dolore: aprono la possibilità di trasformarlo, di comprenderlo, e di scoprire in esso la forza per diventare più consapevoli e fieri del proprio cammino.
Per me la lettura di Telfener è stata come un invito a guardare all’amore con occhi nuovi: non solo come passione o tormento, ma come un percorso che ci accompagna, ci mette alla prova e ci offre sempre l’occasione di crescere.
Le riflessioni sull’amore sono probabilmente infinite e ogni autore aggiunge una prospettiva, una voce nuova che arricchisce lo sguardo. Quelle di Galimberti, Nardone e Telfener sono solo alcune tra le tante che mi hanno accompagnata, ma per me sono state come ”tappe di un viaggio”. Un cammino che, dal pensiero filosofico alla concretezza del vivere quotidiano, mi ha insegnato a riconoscere le fragilità e le risorse che l’amore porta con sé, aiutandomi a trasformare il soffrire e il vivere in occasione di comprensione e crescita.
Un mondo che cambia, relazioni che si trasformano
Mentre la mia carriera evolveva, anche il contesto sociale andava incontro a trasformazioni profonde. Le crisi economiche e culturali, le incertezze lavorative, la pandemia e oggi i conflitti globali hanno reso più fragile non solo il tessuto delle coppie, ma quello delle famiglie e delle comunità. Tutto ciò che riguarda l’amore e i legami non è mai separato dal mondo che abitiamo: viviamo relazioni che rispecchiano le nostre paure, i nostri desideri e la precarietà dei tempi in cui viviamo
In questo scenario sono emerse nuove forme di sofferenza relazionale: fenomeni come ghosting, gaslighting o relazioni virtuali che sfumano i confini tra intimità e distanza. Esperienze che lasciano ferite sottili ma profonde, fatte di solitudine, incomprensioni e senso di inadeguatezza. L’amore è sempre più desiderato, ma al tempo stesso diventa più difficile da vivere, perché richiede strumenti e spazi che aiutino a sostenerlo, proteggerlo e farlo crescere
Proprio per questo oggi diventa essenziale creare luoghi autentici di ascolto, confronto e cura delle relazioni: spazi in cui sia possibile fermarsi, dare parola a ciò che spesso resta taciuto e riscoprire la possibilità di vivere legami più liberi e consapevoli.
Oggi: psicoterapia di gruppo e amore con Comefareconlamore
Con più esperienza e prospettiva, ripropongo oggi Comefareconlamore come progetto rinnovato: un percorso di psicoterapia di gruppo pensato per chi desidera esplorare il proprio modo di amare e di relazionarsi.
Il gruppo diventa uno spazio in cui portare la propria storia, ma anche semplicemente ascoltare. Non c’è mai l’obbligo di condividere aspetti intimi se non ci si sente pronti: è la possibilità di accogliere i racconti degli altri, riconoscersi in essi o lasciarsi sorprendere da prospettive nuove, che spesso apre a comprensioni profonde su di sé.( Se vuoi approfondire la forza del lavoro in gruppo puoi leggere 👉 questo articolo)
Attraverso questo scambio ci si accorge che le relazioni, con tutte le loro complessità, possono essere vissute non solo come fonte di difficoltà, ma anche come occasioni di crescita. Lavorare in gruppo significa esercitarsi nella capacità di stare in relazione: ascoltare, confrontarsi, rispecchiarsi negli altri. È qui che la psicoterapia di gruppo e amore diventano un’esperienza trasformativa.
È un percorso che può rivelarsi particolarmente prezioso nei momenti in cui l’amore diventa difficile da vivere, quando ci si sente soli o intrappolati in dinamiche che non funzionano più. In queste situazioni, la forza del gruppo aiuta a ritrovare fiducia, a costruire nuovi modi di legarsi e a riscoprire la gioia delle relazioni autentiche.
Un progetto cresciuto insieme alle persone
Comefareconlamore non è solo parte della mia storia professionale: è soprattutto un progetto che cresce grazie alla fiducia delle persone che, nel tempo, hanno scelto di affidarmi le loro storie. Non imparo soltanto dagli autori e dalle letture, ma ogni giorno dalle fragilità, dalle domande e dalla voglia di cambiamento di chi incontro.
Sono percorsi intensi, che trasformano chi partecipa ma che trasformano anche me come terapeuta. Comefareconlamore vive e si rinnova perché nasce dall’incontro con l’altro: da quella fiducia reciproca che rende possibile esplorare l’amore, in tutte le sue forme, come centro pulsante della nostra vita.
📌 Come partecipare
Oggi Comefareconlamore torna come gruppo di psicoterapia in presenza a Mirano (VE): uno spazio per esplorare insieme amore, relazioni e autenticità.
👉 Info sul gruppo in partenza:https://www.gruppidipsicoterapia.it/psicoterapia-di-gruppo-in-veneto/
ℹ️ Vuoi capire meglio come funzionano i nostri gruppi? Scopri di più qui: www.gruppidipsicoterapia.it/come-funziona
📧 Scrivimi per fissare un colloquio conoscitivo! Trovi tutti i riferimenti nella pagina contatti del sito
📍 Oppure puoi trovarmi anche qui( ricevo su appuntamento): [Dr.ssa Elisa Massariolo]
